La Gamification ai tempi dello Smartworking

Michela Morelli

Si scrive Gamification, si legge aumento della produttività e dell'engagement del lavoratore.

La parola Gamification, nel 2021, fa ancora un po' di paura. La fa soprattutto alle aziende che temono di scalfire la propria immagine austera e professionale, di dare troppo spazio alla creatività a scapito di efficienza e fedeltà ai processi già conosciuti e collaudati. Non è un difetto, è un paradigma mentale, e come tale può cambiare nel tempo. Ma sembra che il momento di cambiare questo paradigma sia arrivato, e che la colpa, se così vogliamo chiamarla, sia ancora una volta del Covid. Perché?

Cos'è la Gamification

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Proporre di introdurre la gamification in un contesto lavorativo può spaventare per la presenza della parola "game". Gamificare, però, non vuol dire giocare invece di lavorare. Si tratta, in buona sostanza, di introdurre alcuni elementi e tecniche del gioco in un contesto professionale. Il che, ribadiamo, non vuol dire usare il joystick invece del mouse o sparare ai nemici invece di compilare tabelle di dati. Significa invece utilizzare le dinamiche e meccaniche del gioco per alleggerire processi e azioni che altrimenti sarebbero difficili, noiose ed eseguite malvolentieri.

Ecco alcuni esempi di elementi che si possono introdurre senza troppi stravolgimenti anche nel contesto lavorativo più classico:

  • Punti da accumulare;
  • Livelli da raggiungere;
  • Ricompense o doni da ottenere;
  • Distintivi da esibire.

Alcuni di questi elementi sono già presenti in ambito professionale, ma spesso a fare la differenza sono i contesti e le modalità con le quali vengono proposti ai dipendenti.

Perché gamificare ai tempi del Covid

Lo smartworking, diretta conseguenza dell'emergenza sanitaria, ha snellito moltissimi processi lavorativi e ne ha paralizzati altri. A fare la differenza, ancora una volta, sono stati i paradigmi mentali, i sistemi adottati e l'engagement dei dipendenti.

Si rende perciò necessaria, ora più che mai, l'introduzione di elementi leggeri e piacevoli all'interno di un contesto lavorativo che rischia di farsi pesante e poco produttivo.

Inno3, una testata giornalistica che si occupa di Digital Transformation, riporta che "la gamification nel business contribuisce ad aumentare la motivazione del dipendente nello svolgimento dei suoi task quotidiani; stimola la cooperazione e l’aiuto reciproco tra colleghi per risolvere gli enigmi del gioco; aiuta a coltivare un senso di appartenenza all’azienda, nonostante la distanza imposta dal telelavoro; offre l’accesso a strumenti che facilitano gli scambi e la comunicazione di squadra ed aumenta il benessere dei collaboratori in un contesto di intrattenimento."

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Modelli di Gamification

A chiarire le idee sulle possibilità offerte dalla Gamification è Forbes, che distingue tra Gamification finita ed infinita. La prima è una competizione o sfida che si conclude con l’assegnazione di un premio. Questo tipo di ludicizzazione potrebbe essere il meno adatto al lavoro remoto perché, essendo limitato nel tempo, rischia di innescare picchi di produttività seguiti a lunghi periodi di calo di motivazione da parte dei dipendenti.

La Gamification infinita è quella che invece si presta meglio allo smartworking. Questa seconda modalità è infatti un processo di coinvolgimento costante dei dipendenti che non si basa su un premio una tantum, ma sul continuo feedback che viene dal gioco stesso. La possibilità di vincere più volte la competizione e di migliorare di volta in volta i risultati può tradursi in un aumento di produttività ed engagement costanti nel tempo. Si può addirittura assistere ad un miglioramento esponenziale delle performance.


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