Dieta vegana: cosa ne pensa la scienza?

Michela Morelli

Quella di eliminare tutti i prodotti di origine animale dalla propria alimentazione, è una scelta sempre più popolare e condivisa. Secondo i dati Eurispes dello scorso anno, i vegetariani e vegani in Italia sono cresciuti di quasi due punti percentuali, passando dal 7,1% della popolazione all'8,9%.

Le motivazioni che spingono chi decide di abbracciare un'alimentazione totalmente plant-based sono diverse:

  • di salute: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un forte incremento di studi che dimostrano la correlazione esistente tra il consumo di carni rosse e lavorati e malattie croniche e degenerative;
  • etiche: moltissimi vegetariani e vegani hanno fortemente a cuore la salute non solo propria, ma anche degli animali. Scoprire le condizioni in cui questi vivono all'interno degli allevamenti intensivi, per non parlare dei metodi di macellazione, ha un forte impatto psicologico su tante persone che decidono perciò di non consumare più carne e prodotti di origine animale;
  • ambientali: secondo stime della FAO, a livello globale, gli allevamenti sono responsabili di 135 milioni di tonnellate di azoto e 58 milioni di tonnellate di fosforo depositate nell'ambiente ogni anno. Secondo i dati di Greenpeace gli allevamenti intensivi sono inoltre responsabili del 17% delle emissioni di CO2 totali, e necessitano di grandissime quantità d'acqua. Vegetariani e vegani cercano perciò di ridurre la propria impronta ambientale.

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Il parere dell'AIRC

Il dibattito sulla dieta è praticamente infinito e non potrà certo essere ridotto allo spazio di un articolo. Per esaminarne vantaggi e svantaggi ci siamo appoggiati ad una fonte autorevole come l'AIRC, la Fondazione per la Ricerca sul Cancro. Umberto Veronesi, che insieme a Giuseppe Della Porta è stato il fondatore dell'AIRC, è stato un vegetariano illustre e ha sempre parlato dei benefici che un'alimentazione a base vegetale apporterebbe alla salute umana. Vanno però fatte delle distinzioni tra i diversi "tipi" di vegetariani:

  • latto-ovo vegetariani: escludono dalla propria alimentazione la carne e i suoi derivati e il pesce e derivati, ma continuano ad assumere uova e latticini;
  • latto-vegetariani: come sopra, ma ad esclusione delle uova, considerate animali non ancora nati;
  • vegani: dall'alimentazione viene escluso qualsiasi prodotto di origine animale, compresi uova, latticini e miele.

Nella sezione "prevenzione tumore" l'AIRC dichiara: "le diete vegetariane, se correttamente pianificate, possono favorire lo stato di salute. In particolare chi segue una dieta vegetariana ha un rischio ridotto di ammalarsi di determinate condizioni cliniche, tra cui cardiopatia ischemica, diabete di tipo 2, ipertensione, alcune forme tumorali e obesità.

Un basso apporto di alimenti ricchi di grassi saturi e un elevato consumo di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, prodotti a base di soia, frutta secca e semi (alimenti ricchi di fibre e fitocomposti) sono le caratteristiche delle diete vegetariane che favoriscono la riduzione dei livelli ematici di colesterolo totale e a bassa densità (LDL) e un miglior controllo del carico glicemico dopo un pasto.

I benefici sono dovuti anche a un consumo minore di zuccheri e sale."

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I "contro": a cosa fare attenzione

Il fai da te, in tema di alimentazione, è sempre sconsigliato. La cosa vale ancor di più quando si parla di escludere degli alimenti dalla propria dieta, in questo caso un intero gruppo di alimenti. Ascoltare il parere di un medico o di un professionista della nutrizione, avendo cura di integrare le possibili carenze, è la cosa più saggia da fare quando si decide di passare ad un'alimentazione vegetariana o vegana.

La Fondazione AIRC mette in guardia dal pericolo di seguire un'alimentazione "di tendenza" perdendo di vista l'equilibrio che in questi casi è fondamentale. "Per seguire una dieta sana ed equilibrata, basata per lo più o esclusivamente su alimenti vegetali, bisogna comunque prediligere alcuni alimenti e limitare il consumo di altri.

La quantità e la frequenza sono sempre fondamentali in una dieta vegetariana, ed è bene tenere sottocchio grassi, zuccheri e sale.

Per esempio, tra gli scaffali del supermercato sono sempre più presenti i cosiddetti burger vegetali, consumati in alternativa alla carne, che spesso sono ricchi di sale; 100 g di prodotto possono apportare anche più di 1 grammo di sale. Un consumo eccessivo di sale – l’Organizzazione Mondiale della sanità suggerisce di non superare i 5 grammi al giorno – favorisce gli eventi cardiovascolari, aumenta il rischio di ammalarsi di alcune forme tumorali e può incrementare le perdite urinarie di calcio. [...] Leggere le etichette alimentari, in particolare la tabella nutrizionale e la lista degli ingredienti, può quindi aiutare a fare scelte consapevoli anche seguendo una dieta vegetariana."

In conclusione, non esiste una risposta univoca alla domanda "la dieta vegana fa bene o fa male?", ma la differenza la fanno l'approccio con il quale si abbraccia questa particolare scelta alimentare e le scelte quotidiane che si effettuano prima davanti agli scaffali del supermercato e poi davanti ai fornelli.

Hai mai seguito o stai seguendo una dieta vegetariana o vegana? Pensi che sia più o meno salutare di un'alimentazione onnivora? Dicci la tua nei commenti.


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